Il restauro del mosaico
Mosaico del Minotauro sito nella villa domizia dell’isola di Giannutri:
distacco dalla sede originaria - restauro in laboratorio - montaggio su supporto di aerolam diviso in 16 pannelli componibili e ricollocazione provvisoria al museo civico di Firenze. .
Fase di velatura della superficie musiva prima del successivo distacco a piccole sezioni (metodo Cassio)
Mosaic N°2, 1981 - I.C.C.R.O.M.
Mosaico della cuspide centrale del Duomo di Orvieto (mq. 75).: Distacco - restauro nel nostro laboratorio a Roma dell’intera opera montata su supporto provvisorio di argilla e ricollocazione in sito su un nuovo sottofondo
Mosaico della Cattedrale di Banzi (PZ):
restauro del mosaico rinvenuto in condizioni disastrose da un precedente distacco. Recupero dei frammenti - fissaggio degli stessi su supporto di argilla - rifacimento delle parti musive mancanti in base alle documentazioni precedenti il distacco ed alle impronte delle tessere rimaste sulla tela di sacco usata per lo strappo del mosaico - montaggio su supporto di aerolam diviso in 6 pannelli componibili.
Mosaico romano policromo (mq. 38) della metà del I° sec. a.C. pro-veniente dagli scavi della tenuta di S. Cesareo e attualmente esposto presso l’atrio d’ingresso ai Musei Vaticani. Il mosaico raffigura I Navalia” antico porto militare di Roma che sorgeva Sulla riva sini-stra del Tevere nei pressi dell’isola Tiberina. Il mosaico già distaccato in 60 sezioni è stato rimontato su supporto provvisorio di argilla per il restauro e poi su supporto in aero-lam diviso in 40 pannelli componibi-li, pronti per essere nuovamente rimossi dalla parete dove si trova per altre eventuali collocazioni.

Particolare del restauro su argilla.
Pavimento del Poseidon rinvenuto nella città di Zeugma (Turchia) costruita alla fine del IV sec. a.C. sulle rive dell’Eufrate da Seleuco I° uno dei generali di Alessandro Magno.
Per conto della C.C.A. di Roma di R. Nardi: restauro di alcuni mosaici rinvenuti nella città di Zeugma seguendo le metodologie del maestro Antonio Cassio.

Restauro del mosaico e dei marmi della Sala delle Ventiquattro Ore - Casina delle Civette - Villa Torlonia (Roma).
Il mosaico centrale (raffigurante Marte e Venere) presentava numerose lacune, nelle zone dei piedi di entrambe le figure nonché sul volto di Marte, causate dalla frantumazione delle tessere musive in smalti.
Si riscontravano inoltre alcuni distacchi fra il massetto di allettamento delle tessere ed il sottofondo; tali distacchi non sono stati causati da un rigonfiamento della superficie musiva (come si credeva inizialmente) bensì dall’assestamento del sottofondo.
Il nostro lavoro in qualità di mosaicisti e restauratori, è stato quello di sostituire tutte le tessere fortemente degradate o mancanti con materiale dello stesso tipo, qualità, colore e dimensione.
Per quanto riguarda il consolidamento, la nostra intenzione era quella di effettuare il distacco del mosaico in quanto si supponeva, come già detto in precedenza, che fossero le tessere musive ad essere distaccate dalla malta di supporto. Constatato invece, al momento del distacco, che la suddetta malta era perfettamente integra e fortemente tenace da non permettere un agevole distacco senza compromettere l’integrità delle tessere musive, si è effettuato un consolidamento in sito mediante infiltrazioni a pressione di resina acrilica con cementi Mapei.

Mosaico inferiore dell'ambiente meridionale della Via Nova (Palatino - Roma).
Il frammento musivo riproduce una grande fascia ad angolo eseguita con tessere nere ed un motivo geometrico eseguito con tessere in bianco e nero.
Malgrado le sue piccole dimensioni (rispetto a quello che doveva essere in origine), lo stato di conservazione è ottimo, ad eccezione di una zona di nero mancante sull’angolo e sul finale della fascia di bordo.
Le tessere di questo mosaico erano state già recuperate e messe da parte nel momento del suo ritrovamento.


Prima

Dopo

Mosaico superiore dell'ambiente meridionale della Via Nova (Palatino - Roma).
Il frammento musivo eseguito con tessere in bianco e nero riproduce probabilmente un motivo geometrico, lo stato attuale di conservazione infatti non ci dà la possibilità in maniera chiara, di leggere il disegno originario.
Alcuni frammenti del mosaico risultano distaccati dal contesto e non danno quindi la certezza della esatta posizione originaria. Tali frammenti vengono riportati ed evidenziati in rosso nel grafico sottostante.
Il grafico riporta anche una ampia zona evidenziata in blu dove numerose tessere si trovavano in maniera confusa, distaccate dalla malta di supporto originaria e quindi non è più possibile dare loro una esatta collocazione.
Le tessere sono state recuperate per poter reintegrare zone dove era possibile una sicura ricostruzione geometrica.
Al fine di poter restituire all’opera musiva una lettura migliore senza intaccare ciò che è rimasto dell’originale, nonché compattezza strutturale per garantire maggiore durata nel tempo, si è deciso di eseguire un restauro conservativo seguendo le metodologie già lungamente collaudate dal laboratorio mosaici artistici di Antonio Cassio.

Prima

Dopo